Fame nervosa o nervi affamati?

Creato: Martedì, 20 Novembre 2012

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La fame nervosa è rappresentata da quella sensazione di fame che arriva all’improvviso e che porta l’individuo ad ingerire un alimento anche quando non vorrebbe, questo non è lo stimolo fisiologico della fame, in quanto la fame vera si ha quando l’energia della prima colazione si esaurisce prima del previsto e l’ora del pranzo sembra ancora lontana. Conosciamola meglio.

Si tratta di un comportamento esaminato da alcuni studiosi i quali hanno posto le sue radici nell’infanzia, la madre deve capire quando il neonato piange perché ha fame – e quindi deve sfamarlo – o quando piange per altri motivi – quindi lo consola con il biberon o con il seno. Ciò significa che, quietare il bambino con la pappa quando non ha fame vuol dire – secondo alcuni studiosi del comportamento – far crescere futuri adulti che cercheranno di placare le loro situazioni emotive, mangiando, anche in modo eccessivo. Possiamo parlare di fame nervosa quando l’individuo è più ansioso del solito o quando  è colto da momenti di scoraggiamento o di tristezza o quando ha subito una situazione stressante a livello psicologico o ha una carenza affettiva pertanto l’individuo va alla ricerca di una caramella, un cioccolatino o un pacchetto di crackers trasformando la giornata in un piluccamento continuo, uno spuntino perenne atto a sopperire, con la gratificazione del palato, alle numerose carenze, atteggiamento che a lungo termine nuoce sia alla linea, sia alla psiche per l’insorgenza dei sensi di colpa e sia alla salute.


stress-fameSi tratta in generale di situazioni che non hanno a che fare con delle vere e proprie patologie di tipo psicologico (anche se in molte di queste patologie i disturbi alimentari sono presenti) ma di situazioni emotive alle quali non si riesce a dare una risposta immediata se non attraverso il cibo. E in questo si trova soddisfazione, anche se momentanea, una soddisfazione che aiuta l’individuo a superare il momento di difficoltà e ad andare avanti.


Possiamo citare alcuni esempi di fame nervosa come:

La Fame per NOIA - La pausa caffè al lavoro, lo sgranocchiare della casalinga, lo spuntino dello studente, in tali situazioni il cibo diventa una valida ragione per distrarsi da attività sentite come pesanti e monotone.
La Fame per RABBIA - Divorare qualcosa per non divorare qualcuno, sembra essere il motto di chi sfoga sul cibo frustrazioni, gelosie, risentimenti. Quando un’ emozione forte come la rabbia non può essere espressa, forse perché sentita come troppo pericolosa, il cibo diventa lo strumento che placa
La Fame per MANCANZA - Il cibo come compagno di una vita solitaria. Insoddisfatti di sé, o troppo timidi, i mangiatori solitari scelgono di relazionarsi prevalentemente con il cibo, che non chiede nulla, non giudica, ed è sempre a disposizione.
La Fame per ANSIA - Quando le preoccupazioni per il futuro, per un compito da svolgere, per un evento importante, si fanno sentire troppo, e sembrano paralizzare i pensieri e le azioni, il cibo sembra diventare il tranquillante migliore, dà un risultato immediato e non richiede sforzi.
La Fame per TRISTEZZA - Cercare di superare un dolore, un momento di sconforto, una delusione, qui il cibo richiama il suo potere consolatorio. In questo caso i dolci che sono chiamati in causa maggiormente, anche per il loro potere di evocare le antiche consolazioni materne.

Ed ancora:
La Fame MENTALE: mangiare per soffocare pensieri negativi, perchè nient’altro gratifica, perché ci si sente incapaci di affrontare il quotidiano
La Fame SOCIALE: mangiare, anche se non si ha fame, perché gli altri mangiano, per non sentirsi diversi (Natale, riunioni di lavoro o familiari, ecc.)
La Fame PASSIVA: mangiare mentre si compiono altre azioni, come guardare la tv, oppure durante una passeggiata ed ancora mentre guardiamo la vetrina di una pasticceria.


E’ importante saper riconoscere tali comportamenti e agire per modificarli, al fine di non cronicizzare modalità scorrette. Agire quindi sullo stile di vita è determinante; molto spesso, ad esempio, il cibo divorato in modo eccessivo può essere sostituito con un po’ di esercizio fisico (da una corsa a una passeggiata) oppure dalla ricerca di una relazione con qualcuno (un amico, una collega ecc.) col quale sfogarsi verbalmente, al mettersi a fare qualcosa di diverso da ciò che si sta facendo e naturalmente seguire una dieta equilibrata che appaghi la vista, il palato lo stomaco e la mente senza influire negativamente sulla linea e sulla salute. Una dieta equilibrata è in grado di contrastare quegli attacchi di fame che sono alla base della fame nervosa. Occorre sottolineare inoltre che una dieta bilanciata con alimenti ricchi di alcuni aminoacidi come la tirosina o il triptofano, influiscono positivamente sul tono dell’umore sugli stati di ansia ed agitazione che spesso sono strettamente correlati al rapporto in disequilibrio con il cibo. Seguire alcune indicazioni come, mangiare lentamente (durata del pasto almeno 20 minuti) per permettere ai recettori gustativi di inviare la sensazione di sazietà al cervello, masticare a lungo per favorire la frantumazione ottimale dell’alimento rendendolo più facilmente digeribile, sorseggiare un po’ di acqua tra un boccone e l’altro, non distrarsi con televisione e giornali durante i pasti per non distogliere il cervello dalla ricezione della sensazione di sazietà e fare attività fisica costante per scaricare lo stress, sono sicuramente di ausilio nella terapia della fame nervosa.


TIROSINA

La tirosina o L-tirosina è un amminoacido non essenziale che deriva dalla fenilalanina, il suo ruolo principale nel nostro organismo è di precursore per l’adrenalina (ormone), la dopamina (neurotrasmettitore), la noradrenalina (ormone e neurotrasmettitore) e per gli ormoni tiroidei. In più coadiuva nella produzione dei globuli rossi, dei globuli bianchi, del GH e della melatonina. La L-tirosina ha un'azione "adattogena", favorisce cioè le risposte naturali dell'organismo all'affaticamento mentale, allo stress, alla stanchezza psicofisica e può essere utile coadiuvante in caso di disturbi emotivi e variazioni d'umore, anche quelli che accompagnano la menopausa.



tirosina-fameL'aminoacido L-Tirosina è indispensabile per la produzione degli ormoni tiroidei e perciò integrazione di supporto a sostegno di una "tiroide pigra". Può favorire la produzione di melanina, il pigmento della pelle che la protegge dai danni della radiazione UV.

Alcuni autori suggeriscono l'integrazione con tirosina nei soggetti in condizioni di stress e affaticamento generale come:


• Aumenta lo stato di vigilanza.


• Promuove la sensazione di benessere.


• Lenisce la fatica fisica e mentale. 


• Protegge dallo stress


• Aumenta il metabolismo e coadiuva il dimagrimento 


• Stimola il rilascio dell’ormone della crescita. 


• Aiuta negli stati di depressione e di ansia. 


• Un soppressore dell’appetito. 


• Gioca un ruolo importante nelle funzioni della ghiandola surrenale, dell’ipofisi e della tiroide. 


• Aumenta la quantità di globuli rossi e bianchi. 


• Migliora lo stato d’animo
La tirosina è presente nelle proteine isolate della soia, nelle carni, nel pesce, nei formaggi, nel latte, nelle uova, nelle arachidi ecc.
La tirosina è controindicata in soggetti che si stanno sottoponendo a diete ipocaloriche, a coloro che soffrono di cafalee, da soggetti affetti da ipertensione arteriosa e da coloro che assumono farmaci inibitori delle monoaminoossidasi.

 

TRIPTOFANO
E’ un amminoacido essenziale, ovvero il nostro organismo non è in grado di sintetizzarlo, bisogna, invece, assumerlo con gli alimenti. Il triptofano è il maggior protagonista nella produzione della serotonina, neurotrasmettitore che, come molti sapranno, migliora il nostro umore. Il triptofano, infatti, è anche utilizzato come integratore nella cura della depressione, partecipa anche alla biosintesi di vitamine del gruppo B (specialmente niacina e B6), importanti in numerosissimi processi metabolici e aiuta a ridurre la sensazione di appetito.
Un’insufficiente quota di triptofano può favorire l’insorgere di sintomatologie a base nervosa, come la depressione, l’insonnia, ma anche metaboliche come ad esempio ritardo nella crescita, apatia, debolezza, oltre che danni epatici, riduzione del tessuto muscolare ed adiposo, lesioni cutanee. Essendo inoltre coinvolto nel metabolismo della niacina, una sua carenza può favorire l’insorgere della pellagra, tipica malattia da carenza di niacina. Come negli altri amminoacidi, un ingestione eccessiva e prolungata di questo amminoacido provoca danni epatici e renali e sovrappeso. L'utilizzo di triptofano sottoforma di integratori a scopi antidepressivi deve essere effettuato solo dietro il consiglio di un Medico Specialista.

Alcune fonti di Triptofano:

•    Il latte di soia
•    Manzo, maiale, tacchino, pollo, pesce, crostacei, uova. Sia la carne rossa che la carne magra contengono alte quantità dell’aminoacido.
•    Derivati della soia: tofu, latte di soia, semi di soia.  
•    I legumi: i fagioli, le lenticchie ed i ceci.  
•    I cereali integrali: l’avena, il riso integrale, il grano, i germi di grano.
•    Noci e semi: le nocciole, le arachidi, le mandorle, i semi di girasole, i semi di sesamo e quelli di zucca
•    Alga spirulina
•    La frutta: Mango, datteri e banane.
•    Verdure: non disprezzate le bucce di patate.  
•    Cioccolato

Come potete vedere dalla lista di qui sopra, carne e prodotti caseari sono forse le due fonti principali di triptofano. Ma vegetariani e vegani non disperino: esiste una varietà di alimenti che possono fare al loro caso. Se siete vegani, consumate senza paura grandi quantità di legumi, noci , semi e derivati della soia. Se invece siete vegetariani, potrete contare anche sull’apporto di formaggio, latte e uova, tutti ottimi alimenti ricchi dell’aminoacido in questione.

 

GRIFFONIA E TRIPTOFANO
La griffonia (Griffonia simplicifolia) è una pianta tropicale della tradizione africana, “scoperta” solo in anni recenti dall'erboristeria e dalla fitoterapia occidentale.
I semi di questa pianta contengono notevoli quantità di 5-HTP (5-idrossitriptofano), precursore diretto della serotonina. La serotonina è uno dei principali neurotrasmettitori del sistema nervoso ed è coinvolta nella regolazione del tono dell'umore, del senso di fame, del sonno (la serotonina è infatti, a sua volta, il precursore della melatonina) e di altre importanti funzioni. Il corpo sintetizza serotonina dal triptofano, un amminoacido essenziale (ovvero un amminoacido che l'organismo non è in grado di produrre autonomamente e che deve essere assunto tramite il cibo).


griffonia-triptofanoIl 5-HTP è un metabolita intermedio di questa sintesi, che si forma una volta che il triptofano è penetrato nella cellula nervosa. Mediante l'assunzione di griffonia è quindi possibile apportare il precursore 5-HTP dall'esterno e incrementare i livelli di serotonina nell'organismo. Il risultato dell'assunzione di 5-HTP è un rapido effetto (documentato da svariate ricerche internazionali e dall'entusiasmo di molti consumatori) di riequilibrio di depressioni lievi e moderate, di facilitazione del sonno e di contenimento dell'ansia e della fame nervosa.
In linea di massima, il 5-HTP è ben tollerato. In alcuni soggetti può dare nausea e altri fastidi gastrici, che scompaiono spontaneamente nel corso del trattamento o riducendo il dosaggio per qualche giorno. Molta cautela va posta se si assumono farmaci antidepressivi, con cui il 5-HTP interagisce, ed è bene astenersi, come sempre, in gravidanza e allattamento. Ad oggi, non esiste una sola segnalazione ufficiale di reazioni avverse alla griffonia.

FLORITERAPIA INTEGRATA ALL’INTERNO DI UN PERCORSO ALIMENTARE
La Floriterapia di Bach può essere utilizzata ampiamente in ambito alimentare intervenendo in situazioni di problematicità nei confronti del cibo consentendo al paziente di definire con chiarezza il suo rapporto nei confronti dell’alimentazione. I cambiamenti della vita più o meno definitivi chiedono all’individuo uno sforzo di volontà per abbandonare vecchie modalità comportamentali ed acquisirne delle nuove. Un nuovo regime alimentare, porta con sé una differente consapevolezza di ciò che si è e del percorso che si vuole intraprendere per arrivare agli obiettivi prefissati. Tale impegno assorbe un considerevole quantum di energia. La tentazione di ritornare sui propri passi, pur di non rinunciare alle pseudo rassicuranti abitudini è forte.

In questi casi il fiore Walnut (noce) aiuta nel passaggio da una precedente situazione ad un’altra. Walnut porta con sé un forte potenziale orientato al cambiamento ed alla trasformazione, facilitando la reazione di adattamento ad ogni situazione nuova della vita,rafforza la determinazione e mantiene ciò che si è deciso per il proprio benessere particolare. Walnut è utile all’inizio della dieta quando il paziente sente che alla decisione di modificare le proprie abitudini alimentari oppone ostacoli che rendono difficile l’intraprendere un percorso alimentare e per mantenere la determinazione ad andare avanti evitando che i diversi consigli gratuiti di parenti o amici sul tipo di alimentazione da seguire lo distolgano dall’intenzione di seguire un vero piano di rieducazione alimentare.

Spesso a Walnut si associa Centaury quando il paziente avendo iniziato la dieta non riesce a mantenere le decisioni prese e si fa influenzare da altri, ricavandone poi forti sensi di colpa, invece si associa Cherry Plum in quelle situazioni in cui il paziente sente di essere ad un passo dal perdere il controllo.

Cherry Plum si da nei casi in cui il cibo è vissuto come se fosse una droga della quale non si può fare a meno e se ne abusa, quasi con caratteristiche bulimiche, sino a distruggersi nel corpo e nella mente e viene associato a Rock Rose proprio quando il paziente non riesce a controllare l’impulso di abbuffarsi arrivando ad ingurgitare ogni cosa in diverse quantità senza un ordine o una regola utilizzando il cibo non per nutrirsi ma come sfogo emotivo. Nei casi di dipendenza psicologica dal cibo caratterizzato anche da uno stato d’ansia relativo al fatto che senza un determinato alimento il paziente non può vivere è utile la coppia Cherry Plum e Red Chestnut che agisce riducendo il senso di compulsione nei confronti degli alimenti irrinunciabili ed aiutandolo nel processo di disassuefazione. Il rimedio Mimulus viene utilizzato nel caso della “Fame ansiosa” in cui il paziente placa i suoi stress emotivi e le tensioni accumulate mangiando. Il Mimulus è utile anche nel periodo adolescenziale in quanto aiuta i ragazzi ad evitare di mascherare le loro insicurezze con un’alimentazione scorretta ed eccessiva (ad es.fast food etc).


L’approccio ad un’alimentazione corretta ed equilibrata è il risultato di una relazione sana con il cibo e con se stessi. La tendenza ad alimentarsi in maniera inadeguata è frutto di un disagio interno, interiore, dell’individuo che lo spinge a cercare nei “piaceri” o meglio “dispiaceri” della tavola, quelle soddisfazioni, quelle sicurezze, quelle coccole, quel calore e quelle rassicurazioni che difficilmente derivano dalla vita quotidiana. In un percorso di rieducazione alimentare è indispensabile lavorare principalmente sulla sfera emotiva del paziente, facendogli acquisire una consapevolezza atta a fargli acquisire delle corrette abitudini alimentari. I Fiori di Bach sono utili proprio a tal fine in quanto operano sulla consapevolezza, sulla comprensione e sulla coscienza di se stessi contribuendo a dare il giusto significato all’alimento, il quale non diviene più una prigione dalla quale liberarsi né un amante bramato del quale non se ne può più fare a meno. Il cibo e l’atto di alimentarsi non divengono più l’elemento sul quale confluiscono disagi psico-fisici ma torna ad acquisire il ruolo di nutriente del corpo, della mente, dell’anima e della persona. Acquisire delle corrette abitudini alimentari, praticare una moderata attività fisica, prendere “educatamente” da madre natura quelle essenze che donano il giusto equilibrio, vivere intensamente ogni momento della vita apprezzando le piccole gioie quotidiane è a mio avviso il fondamento del nostro benessere.

 

BIBLIOGRAFIA
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LUPARDINI M.(2007) Floriterapia di Bach Ultime Frontiere della Tradizione,GUNA :17-20
PASTORINO M.L(2001) Introduzione ai rimedi floreali di Edward Bach NUOVA IPSA
EDITORE
SCHEFFER M.(2009)Metodo originale della floriterapia di Bach TECNICHE NUOVE
http://www.eurosalus.com/autori/luca-avoledo/griffonia-formidabile-lumore-ma-e-vero-che-e-peric/

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